Acting coach & regia

“Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco.” Victor Hugo

Regia
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Amo scrivere e dirigere uno spettacolo. L’ideazione e la guida di rappresentazioni teatrali, il coordinamento di allestimenti scenici per rappresentazioni artistiche dal vivo, mi permettono di mettere gioco le capacità tecniche e narrative acquisite in questi anni. Portare in scena uno spettacolo, è estremamente stimolante, motivante, di grande crescita. Prevedo ogni aspetto, passaggio, studiando e  ricercando. Lascio aperta ogni finestra che affaccia sulla mia creatività. Metto in discussione tantissimo quello che penso, prima di arrivare a concretizzarlo. Proprio perché “non esiste un modo assoluto, ma quello più giusto per il momento”. La vera meraviglia inizia con le prove.  Quando sono in connessione e in ricerca con gli attori, è solo li che si crea il vero spettacolo. Con l’empatia. Con la creatività di ogni attore, che non considero un burattino che “esegue”. Ma che propone, con la sua generosità, la sua creatività, il suo immaginario, la sua persona.

cortometrajes

Come regista ed acting coach ho scritto e messo in scena diverse opere teatrali: “La Terrazza“, “Frammenti d’Amore“, “Catalogo di Donne“, “Mi prendo tutto” adattamento di “Le cognate” di Michel Tremblay, “Nulla è come sembra” adattamento di “Chicago” Bob Fosse e Fred Ebb, “In memoria” ispirato a “L’Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, “Grasso è bello” di Dario Fo e Franca Rame, “Occupati di Amelia” di Georges Feydeau, “L’importanza di essere onesto” di Oscar Wilde, “Time Out” ispirato a “Party Time” di Pinter, “Mi chiamo Valentina e credo nell’amore” spettacolo sulla violenza contro le donne.  Insieme a Claudia Mencaroni ho scritto “Quello che gli occhi non vedono“. Ho scritto e diretto inoltre “Memento Mori“, horror show con protagonisti i “Poison Garden” (prima band steampunk italiana), per Cinecittà World. In ognuno di questi lavori, il mio obiettivo è sempre stato lo stesso: scuotere le persone. Arrivare a toccare la sensibilità ed il cuore di chi ascolta. Il teatro, non è ego. E’ strumento attraverso il quale puoi far riflettere, conoscere, ricordare, emozionare. Attraverso il quale, puoi fare una rivoluzione sociale.

In cinema e tv ho avuto l’occasione di partecipare a diversi progetti, che mi hanno permesso di relazionarmi con attori di grande capacità e fama. Dall’esperienza di “Un medico in famiglia” al più piccolo cortometraggio auto prodotto, ho ritrovato una consapevolezza comune; ho compreso maggiormente quanto ogni attore, prima di essere tale, sia un  essere umano. Con le sue fragilità, i suoi bisogni; con il desiderio comune di arrivare all’altro. Al di là di quanta esperienza si possa avere.  Il cinema è diverso dal teatro. Non devi “farti sentire fino all’ultima fila” hai un microfono a sostenerti, non puoi “essere grande” come lo saresti su un palco, devi misurare ogni movimento.  Ma il tuo cuore, quello lo devi sempre mettere in gioco. E’ lui che permetterà al tuo personaggio di “abitarti”. 

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